IL PASSAGGIO DEL VIRUS DALL’ANIMALE ALL’UOMO: CAPIRE PER NON TEMERE

 

016618-virusCredo fortemente che comprendere i meccanismi con cui si verificano fenomeni naturali (benevoli o malevoli che siano) sia la chiave per non temerli. Del SARS-COV-2 si è detto molto ed anche a sproposito: penso alla notizia, circolata non molto tempo fa, secondo la quale il virus sarebbe stato creato in laboratorio per scopi bellici o di impatto economico a livello mondiale. Beh, in quest senso tranquillizziamoci. Il passaggio di virus (come di batteri del resto) dall’animale all’uomo è un fenomeno comune e guarda caso l’animale che più frequentemente compie quest’opera, per motivi metabolici e etologici, è proprio il pipistrello. Per dare informazioni corrette ho preso dati di prima mano da una carissima persona, il Dottor Walter Lucchesi (Docente di Immunologia presso l’Università di Londra e con un dottorato in Virologia all’Imperial College, sempre a Londra), che cortesemente ha speso il suo tempo a farmi capire i meccanismi attraverso i quali il SARS-COV-2 ci è piombato addosso. Cercherò di essere il più semplice e chiaro possibile….. 

Le malattie che sono trasmesse all’uomo dagli animali vengono chiamate ZOONOSI e, contrariamente a quanto si possa pensare, sono comuni (Rabbia, Ebola, Influenza A, Zika, Dengue, ecc. ecc.). Di alcune, per quanto terribili, si parla poco perché tendono ad autolimitarsi per vari motivi (ambientali, geografici, legati alla potenza intrinseca dell’infezione, ecc.) mentre per altre, come nel caso del Covid, c’è veramente molto di cui parlare vista la diffusione e l’impatto sulle popolazioni.

Il vettore del SARS-COV-2 è un pipistrello detto “ferro di cavallo”, molto comune in Cina. Ma perchè proprio i pipistrelli sono ottimi vettori?

1) MIGRANO e quindi sono in grado di diffondere i virus a largo raggio

2) SONO MAMMIFERI e quindi i loro sistemi non differiscono di molto da quelli degli umani consentendo al virus di adattarsi molto più facilmente neòl passaggio

3) HANNO UN METABOLISMO PARTICOLARE: il volo a cui sono adattati, li ha forniti di enormi masse muscolari la cui attività genera intenso calore, anche di 40 gradi che si ipotizza faciliti l’adattamento del virus ad alte temperature, tipiche della risposta influenzale.

4) I PIPISTRELLI SONO NATURALMENTE OSPITI DI INNUMEREVOLI VIRUS dagli Herpes ai Corona: questi ultimi ad RNA il che consente loro una mutabilità piuttosto spiccata e quindi un’altrettanto spiccata capacità adattativa

5) Ultimo ma non ultimo: I PIPISTRELLI, IN ALCUNE CULTURE, VENGONO CONSUMATI COME CIBO, quindi macellati ed esposti in mercati (carne cruda) dove vengono venduti come alimenti, insieme ad altre derrate (e magari in contiguità per cui possono contaminare anche altre carni). A Wuhan in particolare il mercato comprendeva anche altri animali vettori intermedi che erano venduti sia vivi che macellati

In alcune zone del mondo la densità di popolazione fa si che il contatto con questi animali, sia da vivi che da morti (per non parlare dell’assunzione come cibo), sia molto stretto, frequente e duraturo quindi la contaminazione, che in condizioni di norma è difficile (ad esempio da noi in Italia i pipistrelli non costituiscono un pericolo di zoonosi così spiccato come in Cina o in altri Paesi dell’oriente), diviene non solo possibile ma abbastanza comune.

A questo si aggiunge che i virus portati dai pipistrelli possono essere passati all’uomo anche indirettamente, da parte di altri animali che però si sono infettati col virus del pipistrello (ad esempio il Pangolino per ciò che attiene al SARS-COV-2).

C’è da chiedersi: ma perché il pipistrello è così tendente ad essere portatore di virus numerosi ed abbondanti senza che ne risenta? Pare che, data l’evoluzione sia dell’uno che degli altri in maniera simbiotica, i virus conferiscano al pipistrello una “superimmunità” che lo protegge anche da altre infezioni, soprattutto di tipo batterico.

Causa delle zoonosi, comunque, è spesso l’uomo: deforestazione, densità di popolazione, occupazione di aree sempre più vaste, fanno si che questi animali abbiano sempre meno spazi naturali e colonizzino sempre più spazi condivisi, favorendo una pericolosa convivenza peggiorata anche e soprattutto da abitudini (vedi quelle alimentari) sia sociali (affollamento e promiscuità) sia igieniche (pulizia, cura degli ambienti, ecc.).

Siamo stati vittime di una zoonosi, è vero…ma un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche noi.

Qui si ferma la consulenza amichevole con il Dr. Lucchesi. Farò una aggiunta del tutto personale: Per spegnere alcune voci secondo le quali c’è stato chi (un grossissimo nome, benefattore mondiale a livello OMS) già nel 2015 aveva anticipato che nel 2019 ci sarebbe stato un quadro pandemico da COVID, dirò che si, è vero che in laboratorio sono stati fatti studi su coronavirus presi da pipistrelli ed è stata ventilata l’ipotesi che uno di questi potesse avere la potenzialità di generare una pandemia, ma questo è avvenuto perché la ricerca sui virus “mediati” da pipistrelli, per le ragioni sopra esposte, va avanti comunque e sempre ed una di queste mutazioni si è scoperto che  era potenzialmente in grado di infettare l’uomo. Non è quindi neanche ipotizzabile che nel 2015 qualcuno avesse creato in laboratorio il virus per sguinzagliarcelo alle calcagna nel 2019.

 

Spero di essere stato utile

 

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