FORSE IL SIPARIO SI APRE SU UNA SCENA MENO DRAMMATICA (e il SARS-COV-2, sinora attore principale, riprende il suo ruolo da co-protagonista)

 

img003E’ di ieri la comparsa del comunicato OMS nel quale vengono stabiliti i criteri per considerare contagiosi (e quindi candidati all’isolamento e al tracciamento dei contatti) coloro che risultano positivi ai tamponi. In questo comunicato (direi finalmente) ci si basa su criteri clinici (di effettiva valutazione dell’infezione per decorso ed importanza) piuttosto che sui soli risultati di laboratorio.

 

Un vero traguardo, visto che sinora i numeri hanno preso dati crudi e li hanno forzati all’interno di una situazione clinica che pareva in contraddizione con essi: valanghe di positività a fronte di una evidente attenuazione nella progressione sia clinica che epidemiologica del covid19. E sulla base di questi dati crudi, qui in Italia, si è procrastinato un (a questo punto) inutile isolamento di persone che pur “positive” non erano ne malate attivamente, ne contagiose (con gravi ripercussioni sia sulla loro vita quotidiana, sia in ambito lavorativo/familiare/sociale).

 

Per capire ciò che l’OMS ha finalmente statuito dobbiamo forse fare un passettino verso la comprensione di come avvengono e si sviluppano le malattie infettive virali CHE NON COMPORTANO INCORPORAZIONE DEL GENOMA (e il covid19 è fra queste). La farò più facile che posso prendendo come parametro proprio il sars-cov-2 (ma sulla base di quanto l’infettivologia da decenni insegna anche riguardo a miriadi di altre malattie virali consimili):

1)      contatto virus ospite con carica virale sufficiente

2)      iniziale reazione dell’organismo che in gran percentuale di casi riesce a debellare il virus impedendogli tout court la replicazione ma può indurre immunizzazione

3)      se la replicazione avviene inizia un “periodo di incubazione” durante il quale inizia una lotta tra il virus (che vuole replicarsi) e i sistemi di difesa (che vogliono impedirglielo)

4)      laddove la battaglia venga vinta dal virus (dopo qualche giorno, tempi variabili da malattia a malattia: per la covid è calcolato in massimo 14 giorni) inizia l’infezione vera e propria ma ATTENZIONE: poco prima della manifestazione chiara di malattia, quando il virus ha prevalso ma non si è ancora diffuso in modo massivo, il soggetto infetto POSSIEDE UNA CARICA VIRALE NELLE SUE SECREZIONI quindi può diffondere l’agente con saliva, e quant’altro (calcolato in 2-3 giorni prima dei sintomi, basandosi sull’esperienza fornita da altre virosi consimili)

5)      a malattia conclamata il gioco è tutto nelle mani del sistema immunitario. Una sua ottima efficienza fa si che sintomi e compromissioni siano limitate (dal quasi nulla a qualche starnuto o mal di gola, un po’ di febbre se l’attacco si ferma alle prime vie respiratorie) oppure importanti… e a questo proposito sottolineo come il nostro sars-cov-2: a) abbia una affinità specifica per alcuni siti profondi dell’apparato respiratorio (quindi se ci arriva e non trova difese adeguate può combinare un gran bailamme); b) si trovi in un organismo prono a sviluppare complicanze (immunodepressione, patologie associate predisponenti, iper-reattività di alcune componenti della catena infiammatoria che agiscono da “fuoco amico”, nel senso che invece di aiutare ostacolano i processi di difesa). In questo periodo la capacità di trasmissione è massimale

6)      fase acuta di malattia con decorsi variabili (che ho accennato in (a) e (b) ) da una settimana a…non si sa con precisione perché nei casi di radicazione maggiore il prolungamento dell’assistenza intensiva non è dovuto solo al permanere del virus ma soprattutto alle conseguenze dei danni che ha direttamente o indirettamente provocato. Infettività alta

7)      guarigione: attenuazione dei sintomi ed inizio della convalescenza. Il soggetto non ha più malattia attiva poiché la bilancia tra aggressione e difesa si sposta dalla parte della seconda. L’azione degli anticorpi indotti dalla reazione immunitaria blocca l’eventuale ulteriore recrudescenza. Il soggetto continua ad eliminare l’agente MA NON NECESSARIAMENTE ATTIVO nel senso che si libera soprattutto (o quasi esclusivamente) di residui virali non infettanti. In pratica fa pulizia del campo di battaglia. Il periodo di eliminazione dura molto (è stato calcolato fino a 40-60 giorni). Possibilità di trasmettere il virus bassa/nulla

8)      SE SI FANNO I TAMPONI, ALLORA, è importante inquadrarne l’effettuazione a seconda: a) del soggetto in esame; b) della sierologia del soggetto (se ha o meno anticorpi e quali: in caso di presenza di IgM insieme alle IgG ovviamente si sospetta una residua attività virale mentre se ci sono soltanto IgG si è di fronte a immunizzazione senza attività virale, quindi assenza di contagiosità); c) della titolazione della positività: vuol dire che se ho potente presenza di genoma virale è presumibile che ci sia attività mentre se ottengo positività relativamente o assolutamente basse sono in presenza di genoma frammentato e non infettante; d) della quota, per quanto bassa, di FALSE POSITIVITA’

 

Tutto questo discorso (che spero non abbia fatto da soporifero) serve per capire i criteri che l’OMS ha stabilito per la “liberazione” dei positivi in relazione al decorso della malattia.

 

Riporto dal bellissimo articolo di Paolo Spada:

 

“”Indipendentemente dal grado di severità dell’infezione, i nuovi criteri per dismettere i pazienti dalla quarantena, senza ripetere il tampone, sono:

  • Per i pazienti sintomatici: 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, più almeno 3 giorni senza sintomi (incluso senza febbre e senza sintomi respiratori).
  • Per i pazienti asintomatici: 10 giorni dopo il tampone positivo.

La modifica è stata apportata in base alle evidenze che dimostrano, che il virus attivo, in grado di replicarsi e di infettare, non risulta presente, se non eccezionalmente, nei campioni respiratori del paziente dopo 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi, e in particolare nei casi di infezione lieve, contestualmente alla formazione di anticorpi neutralizzanti. Appare quindi sicuro liberare il paziente dall’isolamento sulla base di criteri clinici, piuttosto che sulla ripetizione dell’esame del tampone, che può continuare a rilevare tracce non vitali di RNA per molte settimane.”” (https://ilsegnalatore.info/oms-adotta-criteri-clinici-non-piu-i-tamponi-per-terminare-lisolamento/?fbclid=IwAR1grj5cZyxLUkHT8ouB0f5qySq3knEBO-_3dBHDlrU8dgf9AMuYkaK2SSs )

L’importanza di questi dati è molto grande: ha un impatto notevole sia sulla gestione della prevenzione, sia sul tracciamento, sia sul ritorno a condizioni di vita normali. Leggo spesso di terrori relativi ad una eventuale recrudescenza autunnale: come già ho detto molte volte è impensabile che in autunno non si ripresenti il nostro amico con nuovi casi , ma coloro che preconizzano disastri lo fanno immaginando che il quadro sia simile a quello di febbraio/aprile quando: 1) non conoscevamo NULLA della patogenesi e della fisiopatologia della Covid19; 2) non avevamo nozione del COME affrontare i casi peggiori ma soprattutto del COME  evitarli (ora lo sappiamo e quindi l’attenzione si deve spostare sulla prevenzione: RSA, Ospedali, P.S., interventi precoci evitando i decorsi più devastanti, tracciamento dei contatti negli infetti, protezione ed eventuale vaccinazione delle categorie a richio CHE SI CONOSCONO MOLTO BENE ecc.); 3) non possiedevamo alcun mezzo farmacologico di contenimento (ora abbiamo antivirali, siero iperimmune, anticorpi monoclonali, farmaci che bloccano l’iper-reattività da Interleuchine, ecc.).

Rincuoriamoci: abbiamo armi e mezzi, adesso. Curiamo piuttosto gli scompensi psicologici che si sono verificati e che, a dispetto di numeri e situazioni certamente più rosei, sono tuttora (e direi sempre più) presenti; curiamo la PENOSA ATTUALE nostra situazione di vita che influisce direttamente sulle condizioni economiche dell’intero Paese; curiamo la pericolosa disgregazione sociale che si sta verificando; curiamo l’informazione cercando di filtrare media a volte accanitamente in cerca di scoop: non imbavagliamoli, per carità: la libertà di stampa è “sacra” (seppure in qualche caso andrebbero rivisti dei criteri per configurare situazioni gravi di “procurato allarme”… ) ma ignoriamoli ove possibile, andando a cercare aggiornamenti attendibili e ragionando in proprio di fronte alle evidenze).

L’ottimismo NON E’ INCOSCIENZA ma è una porta realisticamente aperta sulla speranza.

Auguro a tutti buona vita, sperando come al solito di aver fatto cosa gradita

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